Figlio di Federico I, marchese di Villafranca, Corrado,
morto verso il 1294, era il nipote di Corrado il Vecchio, capostipite
della famiglia dei Malaspina, signori della Lunigiana dall'XI sec.
L'incontro di Dante con Corrado Malaspina riprende, in un'ultima variazione,
i temi principali comuni a tutti gli episodi dei principi della valletta:
la decadenza della attuale classe dirigente, che ha smarrito i valori
della tradizione cavalleresca, e le discordie, causa di dolorosi esili.
Pg. VIII, 128-129
... vostra gente onrata non si sfregia (non manca di fregiarsi)
del pregio de la borsa e de la spada.
La famiglia Malaspina è tra le poche casate che non si sia smarrita
nella decadenza generale e Dante può a ragione lodarla e non solo
per estinguere quel debito di gratitudine contratto quando casa Malaspina
offrì al poeta esule ospitalità ed onore.
Il "pregio", infatti, è un termine tecnico del linguaggio
cortese per indicare il "valore" nella liberalità e nelle
virtù guerresche.
Pg. VIII, 118-120
Fui chiamato Currado Malaspina;
non son l'antico, ma di lui discesi;
a' miei portai l'amor che qui raffina.
Il ricordo di Corrado Malaspina il Vecchio, non serve a far luce sull'omonimia,
del resto comune nelle famiglie nobili, ma riassume in una breve frase
tutta la personalità di Corrado: in cima ai suoi pensieri è
la famiglia ed il perdurare della sua buona fama.
Proprio questo atteggiamento, del resto positivo, pur se limitato, Corrado
"raffina" nel Purgatorio, completandolo con l'amore per il prossimo
e per Dio.
-CORRADO MALASPINA E L'IMPORTANZA DEL MALNIDO-
Corrado , posto tra i principi negligenti, è
raffigurato come uomo magnanimo, tutto pervaso dei valori della cavalleria.
E nell'incontrarlo Dante non perde l'occasione
di ricordare i suoi benefattori:" La fama che la vostra casa onora
grida i segnori e grida la contrada (...) e io vi giuro, s'io di sopra
vada, che vostra gente onorata non si fregia del pregio de la borsa e
della spada".
'Corrado II marchese di Villafranca possesore del castello',
detto "il Malnido".
Un castello maledetto, quindi, testimone del periodo in cui chi si annidava
in queste torri esigeva un prezzo per lasciar passare i viandanti. E'
il più antico dei castelli dei Malaspina ed è uno di quelli
di cui si può dire con qualche motivo che Dante vi abbia soggiornato.
Non sorge su un'altura, ma in basso, lungo l'antica via Francigena, ed
è irrimediabilmente deturpato dal binario di una ferrovia che l'attraversa.
La ferrovia è stata inoltre la causa del bombardamento subito durante
la guerra. Anche con tutti questi rovesci di fortuna, rimane uno dei più
suggestivi tra i Castelli dei Malaspina. Certo,
qui non ci sono né stanze né case di Dante ma, sia per la
posizione sia per l'importanza che aveva questo castello in quel periodo,
è molto probabile che fosse proprio qui che Dante rimase nei pochi
anni - due o tre - nei quali soggiornò presso i Malaspina.
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