COMUNE di

VILLAFRANCA in LUNIGIANA (Ms)

   
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Borgo di Filetto

Entrata Borgo di Filetto    
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Il borgo di Villafranca, nonostante i bombardamenti subiti nel corso dell'ultima guerra mondiale, conserva ancora tracce apprezzabili di fortificazioni ed interessanti particolari dell'edilizia urbana medioevale: botteghe, portali, finestre, passaggi voltati che si affacciano su un unico percorso centrale (l'antico tracciato viario) chiuso nella parte sud orientale dai ruderi suggestivi ed imponenti del castello di Malnido, potente baluardo di difesa e presidio della Francigena ma anche sede della raffinata corte dei Malaspina dello Spino secco, centro di diffusione della cultura "cortese" elogiata da Dante nel canto VIII del Purgatorio, ed è assai probabile che il poeta negli anni del suo esilio sia stato ospite dei Malaspina di Villafranca ed abbia, forse, soggiornato nel castello di Malnido.
Dalla parte opposta, poco prima del ponte sul torrente Bagnone, sorge la Chiesa di San Giovanni Battista, le strutture attuali nascondono un più antico edificio trecentesco, costruito in concomitanza all'espansione e sviluppo del borgo.
Il territorio comunale racchiude alcuni tra i borghi e centri storici più interessanti per conformazione urbanistica e collocazione ambientale dell'intera provincia.
Filetto, a 1 chilometro dal capoluogo, è sicuramente il borgo più originale di tutta la Lunigiana.
Le sue origini sono da collegarsi alla presenza del "limes", o difesa confinaria bizantina che nel VI/VII secolo interessò gran parte del territorio lunigianese fino alla costa tirrenica. Nel tessuto edificato del borgo è ancora leggibile il nucleo più antico con quattro torri cilindriche angolari secondo la più classica tipologia del "castrum" (accampamento militare) romano-bizantino. Questo primo nucleo fu gradualmente trasformato in residenza fortificata, in età medievale si registra un primo ampliamento dell'impianto originario mediante raddoppio del "modulo matrice" quadrilatero verso ponente, questo settore è caratterizzato da strette vie e passaggi voltati che conducono alle case addossate le une alle altre ed è egualmente racchiuso da mura e torri; anche gli ampliamenti successivi del borgo verso la parte di levante hanno rispettato l'originalità dell'antico impianto castrense.
Da Filetto percorrendo pochi chilometri si raggiunge Malgrate: il borgo e il castello arroccati sul colle che sorge all'estremità nord-orientale della fertile valle del torrente Bagnone, danno vita ad un insieme di eccezionale valore architettonico e ambientale. La rocca, dapprima isolata, nel corso del XV e XVI secolo venne gradualmente a fondersi con le strutture del borgo sorto all'ombra della sua protezione fino a formare un insieme urbano omogeneo.
Il castello è caratterizzato dall'alta torre cilindrica, coronata da beccatelli, che costituisce l'elemento centrale dell'originaria fortificazione, databile alla prima metà del XIII secolo, edificata dai Marchesi Malaspina di Filattiera. La struttura originaria che comprendeva la torre e la dimora feudale, venne racchiusa nel corso del XV secolo da una cortina muraria con camminamento di ronda e ponte levatoio sul fronte ovest. Scendendo da Malgrate si incontra Mocrone, tipico centro rurale di fondovalle. L'abitato è dominato dalla chiesa di San Maurizio, che si erge solitaria su una collina poco lontano dal paese. L'edificio in bozze di pietra squadrata presenta caratteristiche stilistiche e architettoniche Del XIII/XIV secolo.
Nella piazza principale del paese è collocato il bel monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866-1961), insigne illustre farmacologo
Da Mocrone dirigendosi verso nord si sale verso i primi contrafforti del pre-appennino tosco-emiliano, attraversando folti boschi di castagni punteggiati da macchie di ginestre si raggiunge Irola, piccolo borgo montano sovrastato dall'imponente mole della casa-torre: ricovero, residenza abitativa ed estremo rifugio per gruppi familiari dediti all'agricoltura e alla pastorizia, stanziati sul territorio in età alto-medievale.
Da Villafranca, si raggiunge agevolmente il borgo ed il Castello di Virgoletta, allungato su uno sperone roccioso appare da lontano come una fortezza in miniatura. Pregevoli portali e finestre in pietra arenaria decorano gli edifici disposti sull'unico percorso centrale che dalla porta meridionale di ingresso al borgo conduce alla mole massiccia del castello.
Da Virgoletta attraversando Vallescura, disseminata di boschi fitti e ombrosi, distese prative e ampie zone coltivate, si raggiunge, il paese di Merizzo che probabilmente deve il suo nome alla posizione soleggiata e amena del luogo in cui fu costruito. Della parte più antica del borgo (fù completamente distrutto in seguito ai bombordamenti del 43-45)restano tratti murari e suggestivi passaggi voltati di collegamento interno tra le case in pietra. Seguendo da Villafranca L. la statale 62 della Cisa in direzione sud si incontra, deviando a sinistra, il paese di Fornoli ubicato in una vasta e fertile area collinare, riparata dai venti e ben esposta a levante, tenuta a pascolo e coltivata a cereali, viti, e frutteti. Sono ancora visibili tracce dell'antico borgo e castello, purtroppo in abbandono e del suggestivo ponte in bozze di pietra squadrata che attraversa il torrente Carpena

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  San Nicolò Resti  Castello Malnido San Nicolò Campanile Virgoletta Borgo Virgoletta Entrata Borgo Mocrone Chiesa San Maurizio Merizzo Chiesa S. Michele Irola (Particolare borgo)